Sequenze animate con DSLR

Come realizzare sequenze animate con una Reflex Digitale

 

L'introduzione del digitale nel campo astrofotografico, ha dato la possibilità a tutti gli amanti di questa articolata disciplina, di realizzare oltre a superbe immagini statiche di nebulose e oggetti del cielo, anche filmati o meglio sequenze animate, capaci di mostrare in pochi minuti, dal tramonto all’alba, l’intera volta celeste scorrere sopra i nostri occhi. Tutto questo è possibile realizzando immagini continue (o quasi) con una reflex digitale, accoppiandola ad un idoneo obiettivo, solitamente un fish-eye (8mm) o anche ad un 10-20mm. Gli scatti, rigorosamente in formato JPG, dovranno durare dai 30” ai 60”, in funzione della sensibilità impostata (ISO) e dal rapporto focale dell’obiettivo (f/). Solitamente sotto cieli abbastanza bui scatto pose da 30” a 45” con sensibilità di 800iso, con obiettivo fish-eye chiuso a f/4. Attenzione a non esagerare con il tempo se si usano focali superiori ai 10mm, altrimenti le stelle risulteranno evidentemente strisciate! Poi l’esperienza e qualche prova preliminare daranno ogni volta le corrette impostazioni da utilizzare. Tra uno scatto e l’altro è opportuno dare qualche secondo di pausa e, 10” sono più che sufficienti per permettere alla fotocamera di archiviare l’immagine e far raffreddare un minimo il sensore CMOS. Un filmato non richiede risoluzioni esagerate, di media siamo intorno a 1024x682 pixel per filmati ben risoluti quindi, sulla fotocamera possiamo tranquillamente impostare una risoluzione media o addirittura bassa, occupando così per ogni scatto meno spazio sulla scheda di memoria. Il consumo di energia per una nottata intera è notevole e, la batteria in dotazione non basta, soprattutto in presenza di basse temperature. E’ quindi necessario alimentare la fotocamera da una fonte di energia esterna, magari da una batteria ben più capace, da almeno 7Ah. Poiché però non è prevista una batteria così performante, è necessario fornirsi o autocostruirsi un alimentatore esterno dedicato. In fine, per pilotare automaticamente la fotocamera è opportuno procurarsi un programmatore sequenziale di scatto. Le principali ditte costruttrici come Canon e Nikon prevedono questo accessorio ma, si trovano anche compatibili a prezzi nettamente più ragionevoli. I più abili poi se lo possono autocostruire adottando semplici circuiti elettronici.

Ottenute le nostre 700-1000 immagini (!) dobbiamo elaborarle in modo da montare un filmato vero e proprio. Per questa operazione esiste un software gratuito chiamato VirtualDub. Estremamente semplice e personalizzabile utilizzando i relativi plug-in realizzati da terzi. Di seguito verrà descritta la sequenza di operazioni per creare un filmato in formato AVI.
 
 
Passo 1 - Caricare la sequenza di immagini
 
Questa operazione avviene caricando solo la prima immagine della sequenza, utilizzando il comando File > Open video file...
Affinché questo comando venga eseguito correttamente, è però necessario che tutte le immagini siano raggruppate nella stessa cartella e, che il nome delle varie immagini sia sequenziale (per esempio IMG_1230.jpg ; IMG_1231.jpg ; ecc)
 
 
 
 
Passo 2 – Visualizzazione delle immagini
 
Le immagini caricate potranno essere visualizzate singolarmente, facendo scorrere il cursore sulla barra presente nella parte bassa della finestra.
Se l’immagine dovesse risultare più grande della risoluzione del monitor, occorre cliccarci sopra con il tasto destro del mouse e impostare lo zoom al 25%.
 
 
 
 
Passo 3 – Ritaglio di testa e coda
 
Nel caso parte del filmato iniziale o finale dovesse essere scartato (prima del tramonto e dopo l’alba le immagini potrebbero risultare completamente bianche), è possibile eliminare le immagini di testa e di coda utilizzando le frecce nere denominare Mark in e Mark out, che si trovano nella barra delle icone in basso a sinistra. La porzione desiderata, compresa tra i due limiti, verrà visualizzata sulla barra di scorrimento tramite il colore azzurro.
 
 
 
 
Passo 4 – Ridimensionamento delle immagini
 
Le immagini scattate hanno una risoluzione piuttosto elevata e, di gran lunga superiore allo standard utilizzato per i video. Avere un’alta risoluzione vuol dire sì avere molto dettaglio ma, significa anche avere un file di dimensioni enormi, difficile poi da gestire. Occorre quindi ridimensionare tutte le immagini prima del montaggio. La risoluzione ideale consigliata è di 1024x682, rispettando così il formato 3:2 delle reflex digitali. E’ ancora gestibile anche il formato 1280x854 ma, rispetto alla risoluzione inferiore cambia realmente poco e, ci si potrebbe scontrare con monitor o proiettori che non hanno questa elevata risoluzione.
Fortunatamente non è necessario ridimensionare immagine x immagine ma, a fare questa operazione ci pensa VirtualDub con il comando Video > Filters > Add > Resize.
Nella finestra di impostazione di tale comando, occorre impostare l’opzione Aspect Ratio sul valore Disabled poi, impostare negli appositi spazi la risoluzione desiderata.
Un’altra voce da considerare è Filter mode che va impostata su Precise bicubic (A=-0.75).
 
 
 
 
  
Passo 5 – Regolazione delle immagini
 
Spesso accade che nonostante la cura e la competenza con cui vengono realizzate le singole immagini, qualcosa in post produzione si può ancora migliorare. A questo punto viene utile il comando Video > Filters > Add > (filtro desiderato) che, in base al filtro selezionato può apportare alcune regolazioni a tutte le immagini che andranno poi a formare il filmato. Si può regolare per esempio luminosità e contrasto, il bilanciamento dei colori e molti altri parametri tutti poi da sperimentare.
 
 
 
 
Passo 6 – Velocità di riproduzione (Frame Rate)
 
Tutte le immagini dovranno essere “montate” in sequenza con una certa velocità di visualizzazione. Questa velocità per le sequenze notturne è da mantenere tra i 10 ed i 20 frame al secondo (fps). Il comando che permette di impostare questo valore è Video > Frame Rate... Nella finestra di impostazione di tale comando, occorre impostare il numero di frame per secondo desiderati, provando magari due o tre combinazioni per scegliere la migliore.
 
 
 
 
Passo 7 – Compressione del video
 
Una sequenza animata è sostanzialmente una visualizzazione continua di centinaia (a volte migliaia) di fotogrammi quindi, se non applicassimo una compressione, il file risulterebbe di dimensioni ciclopiche. Per fare questa operazione esistono degli algoritmi chiamati Codec e, in VirtualDub la loro scelta si effettua con il comando Video > Compression... Consiglio di utilizzare il Codec XviD che dovrà essere configurato con il comando Configure. Durante la configurazione intervenire solamente sul valore Targhet Quantizer. Questo valore è il compromesso tra qualità e dimensione. Più il valore è piccolo e più il filmato sarà dettagliato ma di grosse dimensioni. Il valore ottimale consigliato è pari a 2.
 
 
 
 
 
 
Passo 8 – Salvataggio del filmato
 
Impostati tutti i parametri sopra elencati, è possibile ora realizzare fisicamente il filmato, salvandolo in formato AVI. Il comando da utilizzare è File > Save as AVI... Durante la realizzazione, che durerà qualche minuto, si aprirà una finestra con lo stato di avanzamento. Conclusa questa operazione il filmato AVI potrà essere visualizzato su qualsiasi computer, purché abbia installato lo stesso Codec.
I filmati realizzati possono essere condivisi utilizzando siti specializzati in Video-Sharing, come il famoso YouTube o anche Flickr. Di seguito sono riportate le dimensioni dei video nel formato 3:2, in funzione del sito desiderato.
 
YouTube:      720x480pxl             www.youtube.com
Flickr:            800x534pxl             www.flickr.com
Vimeo:           640x426pxl             www.vimeo.com
 
Una volta acquistata una discreta dimestichezza con questa tecnica, è possibile realizzare filmati di qualunque soggetto, un fiore che sboccia, un bruco mangiare una foglia, le nuvole di un temporale e chi ne ha più ne metta. In sostanza questa tecnica non è altro che quella adottata per realizzare i film in Passo Uno (Stop Motion), come i celebri The Nightmare before Christmas e La Sposa cadavere di Tim Burton. Basta prestare attenzione a tempi di scatto, di pausa tra uno scatto e l’altro, alla focale dell’obiettivo, al diaframma e alla sensibilità, trovando il compromesso più idoneo al soggetto da riprendere.
Buon divertimento!
 
Un particolare ringraziamento agli amici Lorenzo Comolli e Alessandro Gambaro