Astrografo Newton Vixen R200SS (Venduto)

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Riflettore Newton per uso astrofotografico da 200mm F800 f/4

 

VIXEN R200SS

(Cristiano Tuffanelli – 2010)

 

Il Vixen R200SS è un newton progettato e realizzato per l’uso principalmente astrofotografico. I tecnici giapponesi Vixen hanno prestato parecchia attenzione a questo progetto, realizzando un esclusivo sistema di evaporazione dell’alluminio sottovuoto, per alluminare gli specchi. In sostanza l’evaporazione ed il conseguente deposito dell’alluminio sugli specchi, avviene in maniera controllata e su più strati, garantendo superfici estremamente lisce ed omogenee. Questo rivoluzionario sistema di stratificazione controllata viene utilizzato anche per gli specchi primari asferici Cassegrain dei VMC200L e VMC260L. L’accurata lavorazione degli specchi, il rapporto focale estremamente spinto ed un campo totalmente esente da aberrazioni, attribuiscono al newton R200SS il meritato appellativo di astrografo. 

 

DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO

Il Vixen R200SS è a prima vista un normalissimo newton, senza particolari accorgimenti progettuali. La culatta del primario è una pressofusione anulare in alluminio. Ampiamente forata nel centro per velocizzare l’acclimatamento, presenta al bordo tre coppie di viti antagoniste, che hanno il compito di collimare e bloccare la cella contenente lo specchio primario parabolico. La cela presenta 3 supporti in gomma posti a 120°, che sorreggono in modo delicato ed efficace lo specchio primario. Il tubo principale è in lamiera di alluminio, spessa meno di un millimetro. Si intesta perfettamente sulla culatta e viene fissato tramite tre viti, posizionate a 120° l’una dall’altra lungo la circonferenza (negli ultimi modelli le viti sono 6, poste a 60° lungo la circonferenza). Internamente il tubo è liscio, non presenta diaframmi o filettature, e per l’annerimento è stata utilizzata un’efficace vernice nera opaca. Da evidenziare il fatto che anche i dadi che fissano il focheggiatore e il supporto del cercatore sono verniciati di nero, per evitare ogni possibile riflesso interno. Il tubo è compatto, lungo circa 70cm, e durante gli anni ha subito due diverse livree, bianco e poi verde scuro nella versione “DG”. Ai fini pratici non c’è differenza, se non nel focheggiatore esteticamente più gradevole nella versione DG. Ad oggi il colore è tornato bianco, con la sola modifica nelle viti di assemblaggio tubo/culatta e tubo/collare frontale, che sono passate da 3 poste a 120°, a 6 poste a 60°. Questa variante fornisce al tubo una rigidità maggiore, annullando quasi completamente le torsioni differenziali del sottile tubo in alluminio.

 

In testa al tubo si trova un solido collare in alluminio, con le quattro razze che sostengono il secondario. Queste razze sono molto spesse, sicuramente si potevano fare più sottili ma, essendo più comodo ricavare collare, razze e supporto da un’unica pressofusione, gli ingegneri giapponesi hanno dovuto necessariamente scegliere questo spessore. Il supporto del secondario è necessariamente grande, e presenta quattro viti per la collimazione, tre a 120° e una centrale che blocca lo specchio secondario. Quest'ultimo è già montato con un offset di 3,8mm, per intercettare interamente il fascio a f/4 proveniente dallo specchio primario. Questa caratteristica comporta qualche smarrimento in fase di collimazione, quindi consiglio molta attenzione, poichè in questo caso non bisogna assolutamente ottenere riflessi concentrici come nei newton a f/6 e oltre! Per chi fosse interessato alla collimazione di questo strumento, consiglio di consultare il relativo tutorial cliccando qui

 Il focheggiatore è un classico ma ben fatto pignone e cremagliera da ben 60mm di diametro, munito di vite di bloccaggio per non perdere il fuoco. Questo generoso focheggiatore permette di applicare accessori da 2”, da 1”1/4 e con innesto standard Vixen da 36,4mm. Proprio in questo componente il Vixen R200SS nasconde il proprio “segno particolare”, ovvero il riduttore di coma dedicato, che riduce il coma insito in questa configurazione ottica, a livelli irrisori anche su formati APS delle reflex digitali. Questo riduttore, insieme al duplicatore di focale che porta lo strumento a f/7,5, sono accessori dedicati ma non forniti di serie. Fortunatamente hanno un costo piuttosto contenuto, rendendoli così accessibile a tutti. Il riduttore di coma può essere utilizzato sia per l’utilizzo fotografico che per quello visuale. Non altera la focale dello strumento e non introduce aberrazione cromatica. Negli anni questo accessorio ha subìto tre evoluzioni: il primo era progettato per lavorare con pellicola in formato 35mm, il secondo per le reflex digitali, e il terzo sempre per le reflex digitali, ma con la possibilità di avvitare frontalmente filtri da 2". 

Il cercatore è un ottimo 7x50, ben costruito e decisamente nitido e luminoso però, visto che si tratta di un cercatore montato su un newton, un diagonalino a 90° non avrebbe dato fastidio, anzi. In fine da non dimenticare il tappo, che il più delle volte è un banale coperchio in pvc per proteggere l’interno da polvere o quant’altro ma, nel caso dell’R200SS il tappo è anche una maschera di Hartmann, avendo due fori da 45mm diametralmente opposti. Per chi non lo sapesse questa maschera è utilissima per effettuare una messa a fuoco precisa. Puntando lo strumento su una stella luminosa, e aprendo i due piccoli fori, appariranno nell’oculare due stelle più o meno vicine. Agendo sul focheggiatore si otterrà il fuoco preciso quando le due stelle si sovrapporranno, formando così un’unica immagine.

 

STAR TEST

In fase di lavorazione

 

PROVA SUL CAMPO

Il Vixen R200SS è uno strumento aperto, quindi appena lo si porta all’esterno bastano veramente pochi minuti per portarlo in temperatura, anche d’inverno. Come per tutti i newton, il tubo stesso fa da paraluce e, anche nelle serate fredde e umide, caratterizzate da condensa grondante, il problema della condensa sullo specchio è scongiurata, a meno che dimentichiate per ore lo strumento senza tappo puntato allo zenit… Contrariamente al fratellino RS150, il Vixen R200SS non si può definire certo uno strumento “tuttofare”. Il suo generoso diametro da 200mm permette di raccogliere parecchia luce, ma l’ostruzione dovuta al secondario è notevole, e ciò va a scapito del contrasto. Non è quindi uno strumento adatto all’osservazione planetaria, o per fare osservazioni ad elevati ingrandimenti. Le immagini appaiono sì luminose, ma prive di quei dettagli che anche con rifrattori più piccoli si riescono a vedere con semplicità. Sul profondo cielo invece si comporta egregiamente. Sotto un cielo buio si possono osservare senza problemi tutti gli oggetti Messier, oltre a qualche NGC. Con un oculare da 40mm e un semplicissimo filtro a banda larga, è possibile vedere in tutto il loro splendore le nebulose Velo e Nord America. Applicando poi il duplicatore di focale, che porta la focale a 1500mm, con un oculare da 18/20mm gli ammassi globulari appaiono luminosi e sgranati in piccolissime stelle fino ai bordi. In somma, immagini veramente gratificanti; dopotutto è sempre un 20cm. Ricordo una notte di luglio del 2008, quando sull’appennino ligure misi a confronto l’R200SS con un C8 anni ‘80 di un amico. Su pianeti e stelle doppie il C8 era nettamente più inciso ma, su oggetti deboli e diffusi, l’R200SS era di gran lunga più performante. Ricordo un M13 come in una foto, molto luminoso, sgranato in tantissime stelline azzurre, e ancor oggi “stampato” nella mente, veramente fantastico. Ma le prestazioni migliori, come è giusto aspettarsi, l’R200SS le da nella fotografia. Il rapporto focale di f/4 lo rende luminosissimo, permettendo pose realmente brevi e molto profonde in termini di dettaglio. Su nebulose e galassie anche molto deboli, l’R200SS con i suoi 800mm di focale riesce a “vedere” anche i più deboli particolari. La seguente foto è stata realizzata nell’agosto 2009, scattando 10 pose da 10’ a 400iso con Canon 350D al fuoco diretto dell’R200SS.

 

GIUDIZIO

Strumento eccezionale per il profondo cielo, buono in visuale ma soprattutto per la fotografia. Dona molte soddisfazioni se utilizzato per osservare il profondo cielo a bassi ingrandimenti, mentre impressiona letteralmente se utilizzato per la fotografia astronomica. L’intubazione è a mio parere migliorabile, ma comunque efficace. Le parti ottiche invece sono senza dubbio superbe. Non è certo un capolavoro come i Takahashi Epsilon, ma il rapporto qualità/prezzo lo rende sicuramente l’astrografo newton più diffuso, anche tra gli astrofotografi più evoluti. Nuovo costa circa 1500 Euro, ma con un po’ di fortuna lo si trova nell’usato a circa 700 / 800 Euro. Se siete interessati ad acquistare questo strumento, non è il caso di pensarci troppo, vale sicuramente la pena!

 

Pro

Ottiche eccellenti

Riduttore di coma e duplicatore di focale dedicati (sempre di produzione Vixen)

Possibilità di montare filtri da 2" con la terza versione di correttore di coma.

Focheggiatore da 60mm, stabile e preciso

Cercatore 7x50 di buona qualità

Mantiene bene la collimazione

Ottimo rapporto qualità prezzo

 

Contro

Opacizzazione interna migliorabile (ma è un peccato veniale…)

Forse un cercatore con diagonale sarebbe stato gradito (altro peccato veniale…)

I due anelli se utilizzati sulla barra Vixen in dotazione, sono molto vicini e, potrebbero verificarsi problemi di stabilità. Il problema si risolve utilizzando una barra con standard Vixen da almeno 40cm, allontanando così tra loro gli anelli.

Invito chiunque a trovare altri “difetti”…