Maschera di Hartman autocostruita

Maschera di Hartmann ricavata da un vasetto da giardinaggio

 

IL “VASETTO” DI HARTMAN

Maschera di Hartman autocostruita

Tuffanelli Cristiano 2010

 

 

La messa a fuoco è forse l’operazione più critica e delicata per chi vuole fare fotografia astronomica. Con una messa a fuoco approssimativa si rischia di buttare nel cestino il risultato di un’intera nottata!

Per quanto riguarda le riprese con CCD questa operazione viene fatta con l’ausilio del software, controllando visivamente il risultato e consultando il valore di FWHM.

Con le Reflex Digitali il discorso sembra facilitato, poiché questi apparecchi sono muniti di mirino che mostra quanto inquadrato. Viene quindi naturale appoggiare l’occhio e maneggiare il focheggiatore finché la stella non ci appare a fuoco ma, siamo sicuri che la nostra vista è perfetta…?

Personalmente, negli ultimi tempi mi sono accorto di avere qualche problema, ogni volta che osservavo con l’amico Lorenzo Comolli, mi accorgevo che la mia messa a fuoco non era perfetta quanto quella fatta da lui… Eppure nel mirino le stelle mi apparivano a fuoco… Ebbene mi sono deciso a fare una visita oculistica e haimé è emerso un lieve astigmatismo. Non sempre (anzi quasi mai) la messa a fuoco fatta ad occhio funziona! Fate molta attenzione!

Per facilitare e ottenere quindi una messa a fuoco perfetta esistono delle maschere più o meno complesse da porre davanti all’obbiettivo, sono le famose Maschere di Bathinov e di Hartman.

Le prime sono piuttosto complesse da realizzare mentre, quelle di Hartman sono alla portata di tutti.

In sostanza bisogna creare un tappo da mettere sull’obbiettivo, con 2 o più fori radiali e radenti il diametro dell’obbiettivo stesso. Nella Figura 1 vediamo una M.H. a 3 fori a 120° ma, nessuno ci vieta di farne 2 a 180° oppure 4 a 90° in oltre, nessuno vieta di praticare fori a triangolo, a croce, a rettangolo e chi più ne ha più ne metta, il principio non cambia.

 

Fig.1

 

Nel mio caso, dovendo fare una M.H. per un rifrattore da 66mm, ho optato per una Maschera a 4 fori messi a 90°, così da ricevere più luce ed avere dei riferimenti maggiori.

Guardando qua e là nel box alla ricerca di qualcosa di utile per la realizzazione, mi è caduto l’occhio su una pila di vasetti da giardinaggio come quello in Figura 2.

 

Fig. 2

 

Questo vasetto è già quasi perfettamente a posto! Nel senso che sul fondo ci sono già 8 fori messi radialmente a 45° e, essendo un tronco di cono, è possibile applicarlo direttamente nel paraluce ottenendo una precisa centratura sull’asse ottico.

Dopo aver scelto e lavato accuratamente il vasetto che vantava le migliori condizioni, ho allargato i 4 buchi a 90° posti sulla parte estrema del fondo. Il dimetro dei fori di una M.H deve essere circa ¼ del diametro dell’obbiettivo e, nel mio caso 66mm:4 da poco più di 16mm e, avendo al massimo una punta da 15, mi sono accontentato di 4 fori da 15mm.

Allargati i fori, ho coperto con del nastro adesivo nero gli altri 4 fori più piccoli, ultimando così in pochi minuti il “Vasetto di Hartman” (Figura 3).

 

 

Fig. 3

 

Nella Figura 4 è riportato quanto appare al nostro occhio durante l’operazione di messa a fuoco. Da sinistra abbiamo una condizione intrafocale dove, inquadrando una stella di discreta magnitudine, ci appaiono 4 stelline ben separate. Man mano che ci avviciniamo al fuoco, le 4 stelline si avvicinano, fino a diventare una sola raggiunto il fuoco. Se poi insistiamo andiamo in extrafocale e le 4 stelline si separano nuovamente.

 

Fig. 4

 

Credetemi, è più semplice da fare che da spiegare e, il risultato è eccellente dedicando veramente qualche secondo alla messa a fuoco. Nella Figura 5 è visibile il rifrattore da 66mm con il vasetto montato.

 

 

Per i più incalliti autocostruttori, cliccare qui per accedere ad un comodo foglio di calcolo, in grado di realizzare in PDF la maschera di Hartmann relativa al vostro telescopio.

Buon lavoro!