Le dimensioni contano?

Mi rivolgo a chi, come me del resto, ha avuto la “malattia dei centimetri”, ovvero quella convinzione che più lo si ha grosso e meglio è. Ovviamente parlo del telescopio.

Con gli anni però, l’esperienza mi ha insegnato che questa teoria non trova sempre riscontro…

Dando poi una nostalgica occhiata a vecchie riviste di astronomia, mi sono imbattuto in un interessante articolo, dove il noto e nostrano Giovanni dal Lago ha confermato i miei dubbi.

 

 

Per chi ha difficoltà a leggere dalla foto:

“Circa un anno fa, Giovanni dal Lago ha avuto modo di partecipare all’RTMC (Riverside Telescope Market-place Conference), un indovinato cocktail astronomico dove i maggiori produttori di telescopi si mescolano in uno star-party che si svolge annualmente in una località non lontana da San Bernardino (California). Proprio in quell’occasione ha conosciuto anche Al Nagler, il notissimo progettista, che in anteprima gli ha “concesso” di provare il suo nuovissimo Tele-Vue 85. Osservando con questo strumento, come poi ci ha raccontato, Giovanni provò due contrastanti emozioni, la prima di meraviglia, la seconda di frustrazione. Di meraviglia, perché era incredibile quello che uno strumento anche di piccolo diametro può regalare quando utilizzato in condizioni ideali (come il cielo californiano); di frustrazione, perché quanto stava osservando in M51 era quello che abitualmente riusciva a vedere da casa sua con un C14 (D=356mm)…”

Meditate gente, meditate...